Utopia
27 giugno 2010
Da cauti passi rovinose corse,
È quasi utopia.
Pensieri bruciati al vento
Abitudini arse al rogo della passione
Respiro sottile, carezza di un canto di piacere
Di piacerle…
Incredulo s’alza uno sguardo sognante
Sarà solo utopia!
E nei giorni seguenti
Il disegno di un bacio
Parole rapite e indagate
Sotto distese di speranza.
Poi un nulla si alza
E libera l’aria sospinge
Il timore lontano.
E ciò che pareva utopia
Diventa la virtù che bramo,
Sorrido senza fine alcuno
E sento infine me stessa
Svelata nel sogno che vivo
Di un bacio,
a lei mi regalo.
Intimità
14 gennaio 2010
Cos’è l’intimità? Generalmente questa parola viene associata ad una dinamica relazionale con altre persone, ovvero “quanto si è in intimità con qualcuno”, con un/una altro da sé.
Credo che invece sia necessario fare un passo indietro e ricominciare dall’essere intimi con se stessi. Dall’imparare a conoscersi, superando le paure ed i pudori, perché come dice una donna che mi è cara “c’è una sola persona con cui ti addormenterai e ti sveglierai tutti i giorni della tua vita: te stesso”.
Io la sto scoprendo, questa intimità, ora.
E le sto concedendo spazio, oltre il pudore. E la liberta che si respira oltre il pudore, vi assicuro, non ha prezzo…
Pruriti
12 marzo 2009
Una volta venivano definiti così: pruriti. Quasi a volerli marchiare della loro sconvienente fisicità. Oggi probabilmente ci si limiterebbe ad un ben più morbido ”fantasie”, magari accompagnato dalla precisazione “sessuali”.
Di fatto, pruriti o fantasie che siano, sono sempre più spesso femminili, femminili racconti a dar loro voce. Peccato manchi un passo, quello appunto dalla fantasia al prurito. Quello per cui, per scacciare un pensiero erotico, serve almeno una mano, meglio se ben addestrata.
Su questo passo il vociare femminile ancora tende a tacere, per tabù, intimità , pudore, certo non si può far di tutta l’erba un fascio. Ognuna avrà le sue buone ragioni. Fattostà che le poche coraggiose che raccontano fanno per ogni parola spesa un passo verso l’olimpo.
E se iniziassi a passeggiare anch’io?
LE STREGHE SON TORNATE!
1 dicembre 2008
“Tremate, tremate! Le streghe son tornate!” leggendo questa frase probabilmente vi sarete immaginati uno scenario medievale, ma in realtà…le streghe esistono (forsa ora più di un tempo), semplicemente con i secoli hanno cambiato nome e aspetto. Se una volta infatti erano per lo più ragazze troppo avvenenti e troppo poco asservite al cristianesimo per essere accettate da società e clero, oggi le “streghe” si nascondono sotto i panni di donne in carriera ( o che tali si credono), viziate da un tenore di vita benestante e convinte che l’importanza del proprio tempo e l’inopinabilità delle proprie decisioni siano le uniche due verità universali.
Se un film come “Il diavolo veste Prada” ha tratteggiato alla perfezione tali esemplari del XXI secolo, lasciatemi pur dire che nella vita quotidiana purtroppo non sono altrettanto riconoscibili al primo sguardo. Celano le loro velleità da prime donne (acide più di un Ph 0.0) dietro a sorrisini ipocriti e al mostrarsi parte di un gruppo, di cui in realtà aspirano solo a diventare leader indiscusse. In realtà sono spesso aride, non avendo la più pallida idea di cosa voglia dire mettersi in discussione, e, se solo messe di fronte a punti di vista differenti, gridano all’attacco personale.
Come riconoscerle??? Spesso sole ( quando non male accompagnate), sembrano vivere per il lavoro, ma il più delle volte è il lavoro stesso ad averle uccise, dentro.
AUTORICONOSCIMENTO
27 giugno 2008
Morale: ho scoperto che crescere vuol dire anche sapersi rispettare e capire quando le proprie attitudini vanno messe in gioco per ottenere ciò che ci spetta.
Epilogo: cambio lavoro.
NESSUN RICONOSCIMENTO
4 giugno 2008
Sei laureata. Lavori, da più di 3 anni, per un’azienda. Ti adatti alle loro necessità e dalla promozione passi alla posizione di account estero, per ritrovarti poi circondata di contratti e finire le tue giornate occupandoti di amministrazione. Trasferiscono l’ufficio dall’altra parte della città e tu lisegui. Ti “vendono” come risorsa ad un’altra azienda e tu obbedisci in silenzio. Tutto ciò per un compenso ridicolo, per di più in partita Iva, perchè assumerti costa troppo. Al terzo anno, dopo che hai frequentato ( a tue spese) anche un master in marketing e comunicazione, ti firmano un contratto a progetto per 5 mesi. Lavori anche la sera da casa, pur di fare uscire i progetti in tempo. Poi, senza nemmeno il contratto rinnovato, ti senti dire che al massimo avrai diritto a 12 giorni di ferie per quest’estate.
Guardi di nascosto il calendario, conti quelli che hai già fatto..sono solo 3…e più che scrivere questo post vorresti scaraventare la scrivania, il computer e il tuo capo fuori dalla finestra.
Se solo non avessi bisogno di quei maledetti 1000 euro.
MURONERO
25 maggio 2008
Mio padre aveva un muro dove scriveva tutto ciò che gli passava per la mente, le preoccupazioni che lo affliggevano, i moti di rabbia che lo turbavano, le gioie passeggere e le idiozie più remote che potesse immaginare. Trascorsi i primi anni della mia infanzia ad ammirare quella parete di simboli di cui ancora ignoravo il significato, curiosa di scoprirne i segreti. Finchè imparai a leggere. E lui dipinse il muro di nero.